Approfondimenti

Scleroterapia e Scleromousse

La Terapia Medica Specifica e essenzialmente rappresentata dalla Scleroterapia.
La Scleroterapia consiste nella iniezione di un farmaco all’interno di una vena col fine dei determinarne una irritazione che possa condurre alla essiccazione della vena sino alla sua scomparsa.
La scleroterapia si divide in minore e maggiore.

» La Minore è indirizzata alle varici di piccolo calibro che costituiscono perlopiù un problema eminentemente estetico

» La Maggiore è indirizzata al trattamento di varici di maggior calibro, determinanti in genere disturbi.
Anche le piccole varici possono determinare disturbi ed in tal caso la scleroterapia minore avrà anche un valore curativo.

Dal momento che nella Scleroterapia Maggiore si inietta un liquido in vene situate in piani spesso non visibili, essa viene associata all’ecografia e prende il nome di eco-sclero-terapia o eco-sclerosi; questa fornisce un trattamento efficace e sicuro.
Le sostanze iniettate possono anche essere miscelate con aria al fine di ottenere una schiuma che, in certi casi risulta più vantaggiosa in quanto consente l’iniezione di una minore quantità di farmaco.
Il problema della scleroterapia è che mal si presta al trattamento di vene molto grosse dal momento che queste, dopo un’iniziale loro obliterazione, possono successivamente riaprirsi.
Nei casi in cui questo è prevedibile è preferibile la chirurgia.

Il trattamento scleroterapico, anche quando indicato, richiede comunque un controllo periodico.
La Scleroterapia rappresenta un’utile integrazione della chirurgia, dal momento che consente di ridurre l’atto chirurgico alle sole grossi varici.

Le Teleangectasie (capillari)

Le teleangectasie sono varici sottilissime, di calibro compreso tra 0, 1 e 1 mm che possono essere classificate in:

 

1) teleangectasie da insufficienza venosa, generalmente associate ad altri tipi di varici e accompagnate da segni clinici di insufficienza venosa. Si localizzano al dorso del piede, alla regione retromalleolare, alle gambe e alla superficie mediale della coscia.

2) teleangectasie determinate da fattori ormonali che si localizzano sulla superficie mediale e anterolaterale della coscia. Si manifestano spontaneamente per esempio nel menarca, durante la menopausa, la gravidanza o in corso di terapia anticoncezionale.

3) teleangectasie finissime essenziali dovute a debolezza costituzionale del sistema capillare prevalentemente al terzo distale della gamba, scatenate dalla radiazioni UV, calore, freddo.

 

4)  teleangectasie tipo matting.

 

5) varici reticolari:in molti casi rappresentano le vene nutrienti per i distretti interessati dalle teleangectasie La presenza di varici reticolari spesso è segno di insufficienza venosa. E' buona norma trattare prima le vene reticolari delle teleangectasie onde evitare le recidive.

Laser Endovenoso

Si tratta di una innovativa procedura mini-invasiva, delicata e rapida per il trattamento dell’insufficienza venosa mediante l'uso di una fibra laser endovascolare. L’intervento viene eseguito in anestesia locale e consente un rapido decorso post-operatorio ed un pronto rientro a casa.

 

Il Laser Endovenoso, tra i molteplici vantaggi, offre:

  •   La risoluzione dei problemi di pesantezza alle gambe

  •   Il massimo comfort estetico

  •   Un trattamento rapido

  •   Un pronto ritorno alla normale attività quotidiana 

Eccellenti risultati clinici ed estetici!

 

Il trattamento Laser Endovenoso è molto ben tollerato dai pazienti ed evidenzia ottimi e convincenti risultati clinici ed estetici. La procedura è minimamente invasiva, sicura e non presenta particolari controindicazioni.

La tecnica endovenosa con  laser permette di trattare le principali patologie che coinvolgono le vene degli arti inferiori:

  • Vena Grande e piccola safena

  • Vene collaterali e reticolari

  • Malformazioni vascolari ed emorroidi

  • Ulcere venose

  • Teleangectasie

VANTAGGI

 

I trattamenti mini-invasivi con laser endovenoso presentano molti benefici rispetto agli altri possibili trattamenti:

 

  Rispetto all’approccio conservativo:

  • Risolve i problemi piuttosto che rallentarne la progressione

  • Non richiede la necessità di indossare calze a compressione se non durante le prime due settimane

  • Offre miglioramenti estetici della gamba

  Rispetto al trattamento chirurgico (stripping venoso):

  • Comportano meno traumi per la gamba e minori effetti collaterali

  • Non ci sono cicatrici postoperatorie

  • Non è richiesta l’anestesia generale o spinale

  • Può essere eseguito in Day-Surgery

  • Consente un recupero molto più veloce e con meno disagi

  Rispetto ad altri trattamenti mini-invasivi:

  • Assicura una maggior percentuale di successo nel trattare la grande safena

  • Non comporta rischi di alterazione del colore della pelle (discromie)

  • Assenza di rischi di complicanze maggiori

Elastocompressione

Indossare calze elastiche a compressione graduata, che devono essere sempre prescritte dal medico, riduce i sintomi relativi alle varici, previene il gonfiore alle gambe, riduce il rischio di complicanze trombotiche.

Couperose

Rossore localizzato su zigomi e guance, calore, formicolio o prurito persistenti? Sei donne su dieci accusano questi sintomi.

La causa è la couperose, una dilatazione dei capillari e delle venule delle guance e del naso che tende ad accentuarsi soprattutto dopo i pasti oppure dopo le esposizioni al caldo o al freddo. Tutti i tipi di pelle possono essere colpiti ed a qualsiasi età.

 

Come e perchè si manifesta?
Il termine “couperose” viene utilizzato per indicare una condizione di arrossamento intenso e cronico delle guance e/o delle ali del naso, con presenza di sottili vasellini rossi o bluastri, ben evidenti: spesso assume una tipica disposizione, detta “ad ali di farfalla”.

Nonostante si tratti inizialmente di un problema estetico, è bene non sottovalutarlo: in taluni casi, infatti, la couperose può evolvere in una dermatosi (rosacea).

La couperose può essere considerata l’evoluzione di uno stato ripetuto di infiammazione della pelle, in seguito ad uno stimolo esterno o interno che può trasformarsi in una condizione stabile e cronica.

I capillari presenti nel derma, a causa della persistente congestione della pelle e della progressiva perdita di elasticità dei tessuti, possono dilatarsi in modo permanente e diventare visibili e irregolari.

La couperose è abbastanza frequente nelle donne, soprattutto oltre i trent’anni, e si sviluppa prevalentemente su pelli secche, sottili, facilmente irritabili, ed in soggetti predisposti alla fragilità capillare.

Le cause della sua insorgenza sono complesse, ma possono essere riportate ad uno stato di fragilità capillare, costituzionale o acquisita.

Su questa condizione di base influiscono poi svariati fattori: emozionali, neurovegetativi, ormonali, allergici, ambientali, climatici.

La pelle del viso, oltre ad essere molto sensibile, è anche la parte più esposta alle aggressioni degli agenti atmosferici: le brusche variazioni di temperatura, le radiazioni solari, il vento, l’umidità, quando eccessivi, possono innescare il processo che porta alla couperose; questo è il motivo per cui è di frequente riscontro nelle persone che per motivi di lavoro trascorrono molto tempo all”aria aperta (contadini, marinai, sportivi, ecc.) o che sono esposte all”azione prolungata di temperature elevate.

Arteropatia arti inferiori

La sintomatologia più frequente delle arteriopatie degli arti inferiori è la "claudicatio intermittens". Con questo termine si intende l'insorgenza di un dolore crampiforme (generalmete al polpaccio) durante la deambulazione quando l'apporto di sangue alla gamba risulta ridotto rispetto al normale.

Il grado di severità della claudicatio è definito dalla distanza (durante la deambulazione) che si riesce a percorrere prima che insorga il dolore. Solo nei casi di "claudicatio" grave (o se non tollerata dal paziente), vi è indicazione ad un eventuale rivascolarizzazione chirurgica. 

Talvolta un intervento chirurgico è il miglior modo di trattare una patologia steno-ostruttiva dei vasi arteriosi degli arti inferiori, più che il metodo endovascolare (palloncino).

Se il blocco arterioso interessa un lungo tratto di arteria, o se importanti collaterali sono interessate dal processo morboso, la chirurgia può essere la metodica più efficace soprattutto in termini di risultati a distanza.

La chirurgia arteriosa degli arti inferiori è molto complessa ed esistono una moltitudine di differenti tecniche per bypassare o ricostruire vasi arteriosi danneggiati in vari distretti (può coinvolgere l'aorta, i vasi iliaci, femorali, poplitei e sottopoplitei).

Fatto salvo il criterio di indicazione clinica, la scelta della tecnica da utilizzare si basa prevalentemente su un quadro anatomo-morfologico delle lesioni.

Salvataggio d'arto

Nei casi più gravi il paziente può accusare forti dolori agli arti inferiori anche in condizioni di riposo o sviluppare ulcere o gangrene del piede che non guariscono. Il quadro della vascolarizzazione periferica in questi casi risulta seriamente compromesso.

Piede diabetico

I pazienti diabetici sviluppano con più facilità lesioni ulcerative del piede. Ciò è dovuto alla combinazione tra malattia vascolare e neuropatica che il diabete causa. Il diabete riduce la funzione dei nervi e dei vasi sanguigni del piede. Questo predispone a sviluppare ulcere nei punti di pressione ossea con successiva sovrainfezione.

 

Cos'è?

E' una malattia che interessa le arterie del piede le quali vanno incontro a indurimento e occlusione con conseguente necrosi dei tessuti irrorati. Si associa anche la neuropatia che causa la perdita della sensibilità, parestesie, dolore.
Il paziente diabetico e portatore di arteriopatia periferica deve fare molta attenzione alla cura dei piedi. In questo modo può minimizzare i rischi di complicanze serie.

 

Cosa posso fare per prevenire?

Il chirurgo vascolare darà un programma specifico di trattamento secondo dello stadio della malattia diabetica.
Ecco alcuni consigli:

  • Controllare i piedi ogni giorno. Cercare le ferite, bolle, tagli, rossore, punti caldi e rigonfiamenti al piede. Se noti qualcosa di anormale conviene awisare il medico curante.

  • Lavare i piedi giornalmente. Lavare i piedi in acqua calda, asciugare specie negli spazi interdigitali .

  • Applicare un film di lozione idratante sulla pelle. L' idratazione della pelle è importante.

  • Attenzione alle scarpe. Le calzature devono essere larghe e morbide; qualsiasi costrizione può determinare la formazione di ulcere.

  • Curare le unghie. E' preferibile farsi aiutare per evitare di tagliarsi accidentalmente.

  • Proteggere i piedi dal freddo e dal caldo. Indossare sempre delle scarpe e non camminare a piedi nudi; d' inverno non stare vicino ai radiatori o altre fonti di calore.

  • Fare esercizi. Flettere i piedi e le caviglie per 5 minuti 2-3 volte al giorno. Gli esercizi come camminare, ballare, andare in bicicletta sono molto utili per migliorare la circolazione. 

Aneurisma aorta addominale

Si definisce aneurisma una dilatazione permanente e progressiva di un'arteria legata ad un indebolimento della struttura della parete arteriosa, costantemente sottoposta all'azione della pressione sanguigna.

La storia naturale degli aneurismi dell'aorta addominale è verso la rottura e morte per shock emorragico. Il rischio di rottura e la sopravvivenza a lungo termine dei pazienti portatori di aneurisma dell'aorta addominale non operati sono direttamente correlati con le dimensioni dell'aneurisma stesso.

Aneurisma aorta toracica discendente

L’aorta toracica può essere sede di aneurismi aterosclerotici che, sebbene con frequenza inferiore rispetto agli aneurismi dell’aorta addominale sottorenale, possono interessare l’arco aortico, l’aorta toracica ascendente o discendente (in questo caso visibili già ad un radiogramma standard del torace). Oltre alla più comune eziologia aterosclerotica, gli aneurismi dell’aorta toracica possono essere anche di tipo dissecante (sequela di dissezioni aortiche  trattate o non trattate chirurgicamente), post-traumatici (istmici) o displastici (medionecrosi cistica di Erdheim).

Arteriopatia carotidea

Endoarteriectomia carotidea +- patch in PTFE

Intervento che eseguiamo in anestesia loco regionale nella maggioranza dei casi.
Viene utilizzato, se necessario, uno shunt (bypass temporaneo per l’apporto di sangue al cervello durante l’intervento) e viene applicato quando indicato un Patch di allargamento in PTFE.

1) Arteriotomia ed endoarteriectomia
2) Placca carotidea
3) Inserimento dello shunt
4) Patch con shunt inserito
5) Patch in P.T.F.E.

Carbossiterapia

La carbossiterapia è un metodo, d’origine d’oltralpe, che grazie alle proprietà della CO2 medicale (anidride carbonica), riesce a rienergizzare la circolazione sanguigna; risulta pertanto efficace nel contrastare la cellulite (PEFS) e ad eliminare in tempi ragionevoli una volta per tutte addome pronunciato, fianchi e cosce abbondanti.

Accumuli indesiderati di adipe, zone eccessivamente sporgenti. Un rotolino di troppo su fianchi, cosce, glutei. Cellulite nella forma iniziale, ma difficile da eliminare nonostante massaggi e cosmetici ad hoc.

Ma anche gonfiori dolorosi alle estremità e, in generale, un senso di pesantezza che si manifesta in crampi, caviglie gonfie e dolori diffusi. Per mantenere il corpo tonico, la pelle elastica e contrastare l’antiestetica buccia d’arancia, c’è ora un valido aiuto da una nuova tecnica.


Come agisce questa metodica?
Bisogna sapere che i pannicoli adiposi sono provocati dall’alterazione del microcircolo, rete di piccoli vasi arteriosi, venosi e linfatici che attraversano il connettivo. Se questi funzionano male, le cellule si deteriorano e provocano la classica pelle a buccia d’arancia o a materasso.

L’anidride carbonica, grazie al suo potente effetto vasodilatatore inverte questo processo e ripristina il corretto flusso di sangue nelle aree asfittiche e dolorose. In questo modo arriva ai tessuti una maggiore quantità di ossigeno, le tossine vengono smaltite e il gonfiore si riduce.

Dove viene praticata?
La carbossiterapia nasce in Francia negli anni ‘30, presso la stazione termale di Royat (Clermont Ferrand), dove veniva utilizzata per patologie a carico del sistema vascolare. Impiegata in Italia per la prima volta nel 1994, contava solo poche sedi, ma adesso oltre 150 centri medici di carbossiterapia coprono l’intero territorio nazionale. Come funziona il trattamento?
Il gas, erogato da una particolare apparecchiatura elettronica, viene iniettato nella zona da trattare mediante un ago sottilissimo (come quello usato per le iniezioni di collagene).

Al contrario di quanto può sembrare, l’applicazione non è dolorosa. Durante l’erogazione di anidride carbonica si può avvertire un leggero fastidio che dipende dalla velocità di flusso e dalla sensibilità individuale. Le uniche controindicazioni possono verificarsi nei casi di gravi scompensi cardiaci e gravidanza.

Risultati
Per ottenere dei risultati evidenti e duraturi nel tempo sono sufficienti quindici sedute, di circa 20-30 minuti ciascuna, con cadenza settimanale. Ma i benefici si avvertono già dopo poche sedute. I gonfiori si attenuano, le gambe sono più agili, il pannicolo più compatto.

La carbossiterapia funziona molto bene per l’addome e i fianchi perchè ha il potere di sgonfiare le zone dense di liquidi e di grassi anche di vecchia data. In questo caso il gas, sempre iniettato a livello sottocutaneo attiva i processi di demolizione del tessuto grasso.

Ulcere: trattamento

La detersione tradizionale
La detersione chirurgica più antica con pinze, forbici, bisturi, cucchiaio, senz’altro dolorosa, grossolana, fa sanguinare le lesioni, anche massivamente quando viene lesa qualche varice velamentosa, celata nel fondo ulceroso. Questa spiacevole evenienza spaventa i pazienti che spesso rifiutano ulteriori courettage.
Alla detersione deve abbinarsi giornalmente la decontaminazione che si ottiene con prodotti di tipo acido, cloroossidante, tensioattivo o metallico, questi possono avere azioni tossiche, tingenti e sensibilizzanti. In alcuni casi é necessario eseguire un tampone ed instaurare una terapia specifica. Le complicanze iatrogene allungano cure e disagi ai pazienti.

Detersione Decontaminazione Fotodinamica con Laser
La detersione-sterilizzazione delle ulcere varicose e delle piaghe in genere, mediante terapia fotodinamica con LASER consente in modo indolore di ottenere dei risultati interessanti di debridement sfruttando soluzioni fotosensibilizzanti di largo consumo attivati dalla radiazione luminosa a bassa energia.
Attraverso l’uso di un apposito accessorio il raggio laser attiva la soluzione fotosensibilizzante senza entrare in contatto con la lesione compiendo 1200 rotazioni al minuto, quindi in maniera indolore per il paziente.
Il risultato è un’azione citotossica sui films batterici e contemporaneamente una sinergia da stimolo fibroblastico velocizzante la cicatrizzazione.
Anche la carbossiterapia è di grande aiuto per la cura delle ulcere. 

Vantaggi:

  • rapidità di esecuzione

  • uniformità di abrasione

  • assenza di contatto, sensibilizzazione, sanguinamento, dolore, riduzione delle medicazioni e relativi costi sociali

  • intervento ambulatoriale


Il vantaggio della laser terapia, gestita è l’immediata attivazione dei linfociti, dei fibroblasti, proliferazione di fattori di crescita endotelio-collagenica, e delle TIM citochine inibenti le metalloproteasi con velocizzazione dei riassorbimenti flogistici, traumatici e la granulazione delle ferite.
Si accorciano pertanto i tempi di cicatrizzazione del 50% con un beneficio evidente nel rimodellamento connettivale.

                             

Prima del trattamento Laser                     Dopo del trattamento Laser

Il LASER utilizzato dal Dott. Baraldi consente di erogare l’esatto dosaggio della radiazione determinando gli effetti fotostimolanti – cicatriziali, poiché gestisce i parametri corretti sui quali attenersi per evitare fenomeni di sovradosaggio che possono ustionare, aggravare gli edemi, inibire i fattori di crescita e quindi la cicatrizzazione.

Trattamento delle fistole perianali con fibra Laser 

Trattamento mini invasivo delle fistole perianali che permette di risolvere efficacemente la patologia senza danneggiare la muscolatura sfinterica. Rappresenta una tecnica innovativa per tutti quei casi in cui, non sia possibile intervenire con le tecniche tradizionali, e si desideri mantenere intatto l’apparato sfinteriale. Permette di non effettuare l’ incisione distale dell’orifizio interno nè l’escissione del tragitto (fistulectomia).

Vantaggi

  • efficacia elevata (70-80%)

  • non intacca la funzionalità sfinteriale

  • è una tecnica semplice, standardizzata e riproducibile

  • si ha la chiusura immediata del tramite e la formazione di un neo-epitelio

  • non si ha nessuna complicanza

  • intervento rapido 

  • non richiede escissione o o incisioni

  • è ripetibile

  • è combinabile con altri protocolli terapeutici

Cellulite - PEFS

CELLULITE - P.E.F.S. (Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica)

 

FATTORI PREDISPONENTI

  1. RAZZA : la bianca è più predisposta

  2. FAMILIARITA’ : errori nutrizionali e sindromi endocrino-metaboliche tipici di uno stesso gruppo familiare.

  3. ALTERAZIONI ORMONALI : alterazioni funzionali ormonali, assunzione di estro-progestinici, assunzione di alimenti contenenti ormoni.

  4. DISORDINI NUTRIZIONALI : qualunque problema di carattere nutrizionale può indurre cellulite,in particolare eccesso nella dieta di zuccheri, grassi,ormoni.

  5. ALTERAZIONI DELLA DIGESTIONE : tutte le alterazioni della digestione, in particolare quelle dovute ad insufficienze enzimatiche e quelle associate a disbiosi intestinale.

  6. INTOLLERANZE ALIMENTARI : è causa di “cellulite”, sia direttamente, sia provocando una serie di problemi a loro volta causa di “cellulite”: alterazioni ormonali, ritenzione idrica,alterazioni digestive, disbiosi, problemi circolatori, etc.

  7. PROBLEMI CIRCOLATORI : - se sono di origine arteriosa portano a ipossia delle zone interessate, rallentamento del microcircolo, fibrosclerosi - se sono di origine venosa, sia per alterazioni strutturali che funzionali, portano a congestione del sistema linfatico, congestione del connettivo, fibrosclerosi.

  8. STILE DI VITA : deve rappresentare il giusto equilibrio tra le attività vitali.

  9. INFEZIONI : possono provocare danni tissutali, a loro volta causa di alterazioni strutturali di vario tipo,tra cui la fibrosclerosi.

  10. FUMO : certamente provoca vasocostrizione, rallentamento del microcircolo, carenza di ossigenazione dei tessuti, a loro volta causa di fibrosclerosi. Si aggiungono inoltre l’effetto diretto sull’apparato circolatorio e sulla circolazione e l’iperproduzione di radicali liberi.

 

FATTORI SCATENANTI

  1. SOVRAPPESO E OBESITA’

  2. ASSUNZIONE DI ORMONI

  3. ALTERAZIONI ANATOMICHE E FUNZIONALI

  4. ERRORI ALIMENTARI E DISBIOSI INTESTINALI

  5. INTOLLERANZE ALIMENTARI

 

LA CELLULITE O P.E.F.S. presenta come ELEMENTO PREDISPONENTE una stasi venosa a carico degli arti inferiori,a causa del rallentamento distrettuale del flusso del microcircolo. L’ELEMENTO SCATENANTE è l’edema ricorrente del tessuto adiposo per aumento della permeabilità capillaro-venulare.
Dalla stasi venosa e dall’edema ricorrente iniziano le FASI EVOLUTIVE ISTO-PATOLOGICHE che portano ad un completo sovvertimento del tessuto adiposo e che, per comodità descrittiva, possiamo distinguere in quattro stadi.

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Cardiochirurgo

Esperto in Chirurgia Vascolare ed Endovascolare

Dr. Christian Baraldi

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